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Previsto un aumento di assunzioni in provincia di Lucca (+8%)

Nel mese di gennaio 2023 le imprese lucchesi programmano 3060 assunzioni (+8%). Questo è quanto emerge dai dati rilevati per il mese di gennaio 2023 su un campione di quasi 2300 imprese delle province di Lucca, Massa Carrara e Pisa da un’indagine su base provinciale realizzata da Unioncamere in collaborazione con Anpal.

Il programma di assunzioni in numeri

Le assunzioni previste salgono invece a 8520 nell’intero trimestre gennaio-marzo 2023: +19% su base annua per 1370 entrate in più.

A gennaio le assunzioni in programma si concentreranno per il 60% nel settore dei servizi e per il 77% nelle imprese con meno di 50 dipendenti; ai giovani con meno di 30 anni sarà riservato il 28% dei posti.

Mismatch tra domanda e offerta

Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro rimane sui livelli elevati dell’ultimo scorcio del 2022: le imprese prevedono difficoltà nel reperimento dei profili desiderati per il 49% delle entrate in programma.

Tra le cause, la più indicata dalle imprese resta la mancanza di candidati (28%). Cresce anche la preparazione inadeguata dei candidati che arriva al 16% dei casi, quattro punti percentuali in più di un anno fa. 

I contratti

Il 32% dei contratti proposti a gennaio dalle imprese lucchesi è stabile – a tempo indeterminato (24%) o di apprendistato (8%); mentre per il restante 68% si tratta di rapporti a termine.

I settori che prevedono più assunzioni

Le imprese dei servizi del manifatturiero programmano 1840 assunzioni nel mese, in aumento del +9% (+150 unità) rispetto a gennaio 2022. Trend positivo per il turismo (alloggio e ristorazione): +30% (+100 unità) arrivando a 430 assunzioni nel mese, e per i servizi alle persone che incrementano la richiesta di lavoratori del +21%.

Cresce anche il commercio (410 assunzioni; +5%) mentre per i servizi alle imprese (660 entrate) si rileva una flessione contenuta al -6%.

A gennaio torna a crescere anche la richiesta di lavoratori del comparto industriale (1.220 entrate) che mette a segno un +7%.

La crescita si concentra nelle costruzioni, che programmano 360 assunzioni nel mese (+29%).

La richiesta di operai specializzati e conduttori di impianti e macchine cresce del +4%, Diminuiscono invece le opportunità offerte agli operai specializzati nelle industrie del sistema moda (-80 entrate), della carta e del legno, dell’alimentare e ai conduttori di mezzi di trasporto (-20 per ognuno).

Cresce anche la richiesta di impiegati, professioni commerciali e nei servizi, che fa segnare un +16%. Nel dettaglio, aumentano le opportunità per cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici, +23%, ma anche per commessi e personale qualificato nel commercio. Cresce anche la richiesta di professioni non qualificate (+35%), mentre per dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici si rileva una flessione del -6%.

Più giovani under 30

Resta elevata la richiesta di giovani under 30, pari al 28% del totale assunzioni, 8 punti percentuali in più rispetto a inizio 2022.

Mancanza di candidati idonei

Restano elevate le difficoltà che le imprese lucchesi incontrano nella ricerca delle figure professionali richieste, pari al 49% delle assunzioni in programma.

Le imprese segnalano un incremento delle difficoltà rilevate nel reperimento di candidati ritenuti idonei per tutti i gruppi professionali. Per operai specializzati, conduttori di impianti e macchine le difficoltà raggiungono il 59%.

In particolare, risulta difficoltoso reperire operai specializzati nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (78%), conduttori di mezzi di trasporto (66%) e operai nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (56%). 

Per dirigenti e professioni con elevata specializzazione le difficoltà interessano il 56% delle figure richieste (54% a gennaio 2022): farmacisti e biologi (67%), tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione (62%), tecnici amministrativi e finanziari (60%) e tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (58%) sono i più difficili da trovare.

Per impiegati e professioni commerciali e nei servizi le difficoltà arrivano al 37% dei casi. Per le professioni non qualificate, infine, le difficoltà di reperimento si attestano al 37%, in forte aumento dal 13% di un anno fa e sui livelli elevati già registrati a dicembre (38%).

Meno laureati e più diplomati

Diminuisce a gennaio la richiesta di laureati (430 assunzioni) e diplomati di scuola secondaria (920). Cresce invece la domanda di lavoratori con qualifiche-diplomi professionali (640 entrate; +16%), assieme a quella di diplomati ITS (40 unità) e di personale senza titolo di studio (1.030 entrate) che sale del +26% rispetto a gennaio 2022.

Tra gli indirizzi di laurea il più richiesto dalle aziende lucchesi resta quello economico (90 assunzioni previste), seguito da ingegneria industriale (70) e da insegnamento e formazione (50). Gli indirizzi più ricercati tra i diplomi secondari sono amministrazione, finanza e marketing (240 entrate) e meccanica, meccatronica ed energia (160). Tra le qualifiche professionali le maggiori opportunità di impiego sono offerte dagli indirizzi meccanica (200 unità) e trasformazione agroalimentare (100).

Il commento del presidente Roberto Capobianco

“Bene che il mercato del lavoro sia in ripresa. Ciò dimostra la resilienza di cui sono capaci le nostre imprese nonostante le crisi degli ultimi anni – dichiara il presidente Conflavoro PMI Lucca, Roberto Capobianco -. I dati ci dicono che le aziende lucchesi stanno continuando a riscontrare difficoltà nella ricerca di personale qualificato e specializzato. Conflavoro PMI da sempre ribadisce l’importanza di incentivare la formazione con programmi mirati che preparino i giovani, e non solo, alle reali esigenze dei singoli territori. La formazione adeguata è un elemento necessario alla pianificazione di un progetto lungimirante per l’imprenditoria italiana”.